In questo articolo parliamo di come si coltivano le patate, sia con il metodo tradizionale che NO DIG, ovvero, senza alcuna lavorazione del terreno.
Con la tecnica che non prevede alcuna lavorazione del terreno (NO DIG), puoi coltivare le patate direttamente nel compost.
Indice dei contenuti
Video sulla coltivazione della patata
Origini della patata
Questa pianta, con le sue radici commestibili, appartiene alla famiglia delle Solanacee, al pari dei peperoni, dei pomodori e delle melanzane e vanta una storia millenaria.
Le patate non sono tutte uguali! I loro tuberi assumono forme diverse, da sferici a ellittici e cilindrici, e si vestono di colori vibranti, dal giallo al bianco, dal rosso al viola.
Oltre al loro gusto gradevole, le patate sono una vera e propria miniera di nutrienti. Contengono amido, vitamine e minerali, tra cui spiccano potassio, magnesio e vitamina C.
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Come si coltiva la patata con il metodo tradizionale
Terreno: scegli un terreno fertile e ben drenato, esposto al sole per la maggior parte della giornata. Le patate amano la luce!
Semina: in primavera, pianta i tuberi interi o tagliati in pezzetti con almeno due “occhi”.
Cure: durante la crescita, rincalza le piantine per coprire completamente i tuberi ed evitare che prendano il sole, cosi da non favorire lo sviluppo della solanina.
Raccolta: 3-4 mesi dopo la semina, quando le foglie ingialliscono e si seccano, è il momento di raccogliere i frutti.
In sintesi:
- Terreno: fertile, drenato e soleggiato.
- Semina: tuberi interi o tagliati con almeno due “occhi” in primavera.
- Cure: rincalzo durante la crescita.
- Raccolta: 3-4 mesi dopo la semina, quando le foglie ingialliscono.
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Varietà principali
Le patate si distinguono in diverse varietà, classificate secondo il momento di raccolta, la cromia della buccia e della polpa, e l’utilizzo in cucina.
- Le patate precoci, protagoniste dell’estate, si prestano a lessatura e cottura al forno.
- Le patate tardive, raccolte in autunno, ideali per conservare ma anche per preparare purè e gnocchi.
- La pasta gialla delle patate, farinosa e compatta, perfette per gnocchi e purè.
- Le patate a pasta bianca, con il loro sapore intenso e la loro morbidezza, impreziosiscono insalate e sformati.
Come si coltiva la patata con il metodo NO DIG
NO DIG, che tradotto letteralmente significa “senza scavo“, è un metodo di coltivazione che si basa sul rispetto del terreno e sulla sua naturale fertilità. In questo approccio, non si utilizzano attrezzi per rompere, smuovere o rivoltare la terra, come la motozappa, il motocoltivatore o il trattore.
Il terreno non deve subire variazioni, non è importante che sia argilloso, a medio impasto o sabbioso.
la coltivazione NO DIG si discosta dalle pratiche tradizionali e si concentra sulla salvaguardia della flora e della fauna del suolo di coltivazione.
La coltivazione NO DIG nel dettaglio
15 cm di compost sono sufficienti per questa tipologia di coltivazione, che può essere distribuito direttamente sul terreno o in cassoni di legno, come ho fatto io.
Dopo aver disposto il cartone sul terreno come barriera contro le erbe infestanti, ho aggiunto il compost sopra di esso. Successivamente, ho scavato le buche e seminato le patate.
Crescita delle patate nel compost
Il compost è stato un terreno fertile per le patate, che vi hanno trovato un ambiente ideale per crescere a velocità impressionante e germogliare quasi completamente.
Rincalzo delle patate coltivate nel compost
Le patate coltivate nel compost, come quelle coltivate nel terreno, richiedono un rincalzo periodico.
Rincalzare le patate significa creare un cumulo di terra attorno al fusto della piantina. Questo semplice gesto porta a due benefici:
- Elimina le erbe infestanti: la terra smossa durante il rincalzo soffoca le erbacce che competono con le patate per acqua e nutrienti, si fa quindi una leggere sarchiatura.
- Protegge i tuberi: la terra copre eventuali patate che spuntano dal terreno, evitando che diventino verdi. La luce solare, infatti, induce la produzione di solanina, una sostanza tossica per l’uomo.
Proteggere le patate dalla luce è fondamentale. La solanina è un glicoalcaloide prodotto da alcune piante per difendersi dai parassiti e può diventare pericolosa se assunta in dosi elevate.
Avendo realizzato una coltivazione intensiva senza rispettare la distanza di impianto delle patate, mi era impossibile utilizzare la zappa per avvicinare il terreno alle piante. Ho quindi optato per una semplice aggiunta di nuovo compost alla loro base!
La Borlanda: il concime naturale ideale
Derivata dalla barbabietola, La Borlanda è un concime naturale che vanta una ricca presenza di azoto e potassio, tuttavia, è priva di fosforo.
Per la buona riuscita delle patate, un macro elemento indispensabile è proprio il potassio
Per le dosi, si diluiscono 10 ml di prodotto in un litro d’acqua e si utilizzano 1-2 litri di questa soluzione per innaffiare ogni pianta.
Prevenzione della peronospora e della dorifora sulle patate
La peronospora rappresenta una minaccia per le patate, come la dorifora tra gli insetti dannosi. Se non si interviene tempestivamente contro quest’ultima, le colture possono subire gravi danni.
Ho scelto un tris di prodotti naturali che già utilizzo da 3 anni su tutto l’orto ovvero:
- Bentonite
- Tannino di castagno
- Caolino
Trovate un approfondimento su come prevenire la peronospora in questa pagina.
- Scheda del Tannino di Castano e dove acquistarlo.
- Scheda della Bentonite Bioki e dove acquistarla.
- Scheda del caolino BioKi e dove acquistarlo.
Cos’è la peronospora
La peronospora, una malattia crittogamica causata dal microrganismo patogeno fungino Phytophthora infestans, attacca la pianta dei pomodori e altre solanacee come patate, peperoni e melanzane.
Le prime avvisaglie sono macchie grigiastre che, in breve tempo, si trasformano in necrosi marroni. Le foglie si seccano fino ad arrivare alla morte della pianta.
La peronospora si manifesta solo in presenza di determinate condizioni climatiche, che solitamente includono temperature elevate e un alto livello di umidità.
APPROFONDIMENTO: Pomodori colpiti dalla peronospora: cosa fare?
Dorifora della patata
La dorifora è un coleottero che si nutre di patate, pomodori e melanzane rappresentando una minaccia per queste colture. Il pericolo maggiore deriva dalle uova che depone sulla parte inferiore delle foglie.
Tuttavia, un intervento tempestivo può scongiurare danni ingenti: raccogliendo le uova a mano si elimina il problema alla radice.
Le loro uova gialle le distinguono facilmente dagli altri insetti, mentre gli adulti, con la loro livrea giallo-nera, sono ancora più visibili. Sono molto voraci e si nutrono delle foglie delle solanacee.
La rotazione colturale rappresenta un’efficace strategia di prevenzione contro la dorifora. Tuttavia, la sua efficacia richiede spazi considerevoli, dato che questo coleottero è in grado di percorrere fino a 300 metri per raggiungere le piante di cui si nutre.
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Conclusioni
Ci siamo occupati della coltivazione, concimazione e rincalzo delle patate seminate nel compost ed in pieno campo. Le differenze rispetto alla coltivazione in piena terra sono minime, anzi, in alcuni casi, i lavori risultano persino più rapidi.
Pur applicando i principi della coltivazione tradizionale per prevenire malattie fungine e parassiti, il mio approccio presenta notevoli differenze. Non ho infatti lavorato il terreno, non utilizzo concime e la pulizia dalle erbe infestanti richiede uno sforzo minimo.
Buon lavoro!
