In questo articolo vediamo una guida alla coltivazione del melograno! Il melograno (Punica granatum) è un frutto antico, le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
Sebbene sia ampiamente riconosciuto come originario dell’Asia e del Medio Oriente, in particolare della Persia e del Caucaso, la sua coltivazione si è diffusa rapidamente lungo le coste del Mediterraneo, dove è stato coltivato fin dall’antichità. Il melograno contiene moltissime proprietà benefiche.
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Video sulla coltivazione del melograno
La pianta di melograno nel dettaglio
Il melograno, nel suo habitat naturale, è una pianta sempreverde. Può svilupparsi come un alberello, raggiungendo i 4-5 metri d’altezza, oppure può essere coltivato come cespuglio, arrivando a circa 2 metri.
Ha foglie verde scuro e fiori rossi o rosa che si trasformano in frutti deliziosi e ricchi di vitamine.
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Il frutto del melograno si chiama melagrana
I frutti del melograno, chiamati melagrani, sono apprezzati per il loro sapore unico che spazia dal dolce all’aspro e per la loro croccantezza caratteristica.
Caratteristiche del terreno ideale per la coltivazione del melograno
Il melograno ama i terreni ben drenati e con un pH neutro, intorno al 7. Ma non temete se il vostro giardino ha un terreno argilloso: con un pizzico di attenzione, potrete comunque coltivarlo e ottenere degli ottimi frutti.
Per far crescere un melograno sano, la scelta del luogo è fondamentale. Bisogna trovare una zona soleggiata, riparata dai venti e con un terreno ben drenato. Inoltre, è importante lasciare alla pianta lo spazio necessario per crescere liberamente: ovvero un sesto d’impianto di circa 4 metri per 6.
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Cosa fare se il terreno è argilloso
I terreni argillosi, spesso compatti e con scarso drenaggio, necessitano di un piccolo aiuto per diventare più ospitali. L’aggiunta di compost o humus è molto importante: migliora la struttura del terreno, rendendolo più soffice e permeabile.
Ho anche aggiunto della sabbia di fiume per ottenere una miscela molto leggera ed ideale per le radici del melograno.
Inoltre è essenziale eliminare dal terreno pietre e radici di altre piante.
Quando si trapianta il melograno
La scelta del momento migliore per trapiantare il melograno in terra dipende da due fattori principali: il clima della tua zona e la varietà di melograno che coltivi.
In alcune zone il periodo migliore può essere la primavera, mentre in altre l’autunno. In ogni caso, è fondamentale evitare il trapianto durante i periodi di siccità o gelo intenso.
Se il melograno è in vaso, il trapianto può avvenire in qualsiasi periodo dell’anno, basta non farlo quando il terreno è troppo secco o troppo bagnato. Sarebbe meglio evitare l’estate, quando il caldo intenso potrebbe stressare la pianta.
Per il trapianto di un melograno a radice nuda, l’autunno, durante il riposo vegetativo della pianta, rappresenta il momento ideale. Tuttavia, in climi miti come il mio, il trapianto può essere effettuato anche a gennaio, come ho sperimentato con successo con un melograno in vaso.
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Come si trapianta in piena terra
Quando il terreno è pronto, si può procedere al trapianto del melograno. Si scava una buca abbastanza grande per garantire lo spazio necessario alla crescita della pianta. Inoltre presta molta attenzione a non danneggiare le radici durante il trapianto.
Per favorire la salute delle radici, è consigliabile ammorbidire delicatamente il pane di terra con le mani. Questo semplice gesto permette di dare aria le radici ed evitare la loro spiralizzazione.
Quanto sopra se si trapianta una pianta in vaso. Se invece la pianta è a radice nuda, la tecnica migliore è quella dell’inzaffardatura prima e del trapianto in piena terra poi.
Temperatura corretta per la coltivazione del melograno
La temperatura ottimale per coltivare il melograno dipende dalla fase di crescita della pianta.
Il melograno prospera nelle zone calde ma per ottenere una buona produzione di frutti bisogna avere delle temperature che non scendono mai sotto i 10°C.
Per crescere rigogliosa durante la primavera e l’estate, la fase vegetativa della pianta richiede temperature tra i 20°C e i 30°C. Quando arriva l’estate, con la fioritura e la produzione dei frutti, le temperature ideali si assestano tra i 25°C e i 35°C.
Nei mesi invernali, il melograno dimostra una certa resistenza al freddo, sopportando temperature comprese tra i 5°C e i 15°C. Tuttavia, è fondamentale proteggerlo da gelate rigide.
In pratica il melograno è un albero che predilige il clima mediterraneo. Per crescere al meglio, necessita di temperature che si aggirino tra i 10°C e i 40°C. Temperature troppo basse, inferiori ai -10°C, possono causare seri danni alla pianta, mentre un caldo eccessivo, oltre i 40°C, può provocarle stress.
Irrigazione del melograno
Per far prosperare il melograno, non dimenticare di dedicargli le giuste attenzioni. Annaffialo con regolarità, senza esagerare per non soffocare le radici con l’acqua.
Integra le sue cure con un concime adatto, così da sostenerlo in una crescita sana.
Quale concime usare per il melograno
La scelta del concime per il melograno dipende da due fattori chiave: il terreno in cui è piantato e il clima della tua zona.
In linea generale, però, per crescere rigoglioso e donarti frutti succosi, il melograno necessita di un buon apporto di nutrienti.
In fase di trapianto si può utilizzare del compost, dello stallatico pellettato (come si usa), humus di lombrico o del concime Solabiol Orti e Giardini.
Il melograno necessita di alcuni nutrienti essenziali, come l’azoto, il fosforo e il potassio. L’azoto è un elemento chiave per la crescita rigogliosa di foglie, radici e fiori, mentre il fosforo gioca un ruolo fondamentale nella formazione dei frutti.
Il potassio, invece, conferisce alla pianta una robusta resistenza alle malattie e alle avversità climatiche, oltre a contribuire alla formazione della struttura legnosa.
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Per il nutrimento del melograno, un concime completo che offra un mix bilanciato di tutti i nutrienti necessari è l’ideale.
Inoltre il melograno necessita anche di altri elementi come calcio, magnesio e ferro per crescere forte e sano.
Per quanto riguarda il calendario di concimazione, che va dalla primavera all’estate, è consigliabile nutrire il melograno con un concime specifico. La frequenza ideale è ogni 2-4 settimane, ma è fondamentale seguire le indicazioni del produttore per quanto riguarda le dosi e la cadenza precise.
Un buon concime è il “CIFO – Concime Piante da frutto“:
Sapevi che si può ottenere un ottimo concime liquido dallo stallatico pellettato?
Differenze tra melograno a cespuglio e ad alberello
La differenza principale tra il melograno a cespuglio e quello ad alberello è la forma e la dimensione della pianta.
Il melograno a cespuglio, si presenta come un arbusto che può arrivare a sfiorare i 3 metri d’altezza. Dotato di un apparato radicale ben sviluppato, vanta foglie ampie e di un verde intenso.
Per creare la struttura principale, si selezionano 3-4 polloni dalla base che diventeranno i rami principali della pianta. Preferibilmente, si scelgono quelli che si dirigono verso l’esterno. Tutti gli altri polloni, e i succhioni che crescono direttamente dai rami principali, vanno eliminati.
La fioritura e la produzione di frutti sono abbondanti in questa varietà.
Al contrario, il melograno ad alberello si presenta con una forma più ordinata e contenuta, arrivando ad un’altezza massima di 3-4 metri. Questa caratteristica lo rende ideale per la coltivazione in vaso o in giardini con spazi ridotti.
Per ottenere un alberello, si seleziona un fusto principale e si eliminano tutti i polloni che crescono alla sua base.
Indipendentemente dalla varietà scelta, la coltivazione del melograno presenta caratteristiche comuni. Queste piante sono infatti robuste e adattabili, capaci di resistere sia alle avversità climatiche che alle malattie. La scelta della varietà ideale dipende in primis dalle esigenze del coltivatore e dallo spazio a disposizione.
Quando inizia a produrre un melograno
Il tempo che passa dalla messa a dimora della pianta e il suo primo raccolto dipende da diversi fattori ovvero: la varietà, le condizioni climatiche e le cure colturali fornite alla pianta.
In generale la fase produttiva di un melograno comincia in media dopo 3 anni dalla messa a dimora.
La raccolta dei frutti del melagrano avviene in un periodo che va dalla fine dell’estate all’inizio dell’autunno, tra agosto e ottobre. Questo periodo non è fisso, ma varia in base alla varietà del melograno e alle caratteristiche della singola pianta.
Per ottenere una produzione ottimale innaffiala con regolarità, dagli il nutrimento necessario, elimina i rami superflui e proteggila da malattie e insetti.
Dove acquistare le piante di melograno
L’acquisto diretto presso vivai locali è generalmente preferibile per la freschezza delle piante . Tuttavia, l’acquisto online offre una maggiore varietà e comodità, soprattutto per chi cerca specie o qualità particolari.
Vasta offerta di piante di melograno
Considerazioni finali
Dalla scelta del terreno all’irrigazione, dal concime più adatto alla potatura, abbiamo approfondito ogni aspetto della coltivazione del melograno in questa guida.
La melagrana è un frutto molto apprezzato per le sue virtù organolettiche.
La melagrana vanta un contenuto vitaminico e minerale davvero notevole. Tra le vitamine spiccano la C, la K, la B6 e la B1. Tra i minerali troviamo invece potassio, calcio, magnesio e ferro.
Inoltre la melagrana vanta un ricco contenuto di antiossidanti, come flavonoidi e tannini, che combattono l’azione nociva dei radicali liberi sulle cellule del nostro organismo.
Il suo gusto è unico, con una consistenza croccante e un sapore dolce e aspro al tempo stesso. La melagrana è utilizzato in molte preparazioni culinarie, sia in piatti salati che dolci, per esaltare il sapore e migliorare l’aspetto estetico.
La melagrana non è solo un frutto da gustare al naturale, ma offre mille possibilità in cucina. Dai succhi alle confetture, dai chicchi essiccati alle preparazioni più elaborate.
In generale, la melagrana è un frutto molto salutare e gustoso, che può essere consumato in molti modi diversi per beneficiare delle sue proprietà nutrizionali e organolettiche.
Buon Orto!
