La peronospora del pomodoro è una malattia fungina causata da Phytophthora infestans che colpisce pomodori e altre solanacee (patate, peperoni, melanzane).
In questo articolo, vi mostrerò la differenza tra la classica poltiglia bordolese e alcune alternative naturali che utilizzo da anni.
Indice dei contenuti
Cos’è la peronospora del pomodoro
La peronospora, una malattia fungina causata da Phytophthora infestans, colpisce pomodori e altre solanacee (patate, peperoni, melanzane).
Si manifesta con macchie grigie che diventano necrosi marroni, causando il disseccamento e la morte della pianta.
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Video sul primo trattamento contro la peronospora del pomodoro
Pomodori trapiantati: 5 motivi per un trattamento immediato
I pomodori sono bersaglio di diverse malattie fungine, originate da funghi che ne infestano foglie, fusti e frutti. Tra le più diffuse annoveriamo la peronospora, l’oidio, l’alternaria e la botrite.
Queste malattie sono molto frequenti in presenza di umidità elevata, ristagni idrici, temperature moderate e scarsa ventilazione.
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Come prevenire la peronospora
Per contrastare la peronospora possiamo adottare diverse strategie: la rotazione colturale, evitare di bagnare la parte aerea delle piante e la scelta di varietà resistenti.
Se dovesse comunque insorgere, puoi contrastarla con macerati vegetali, prodotti a base di rame, oppure miscele di bentonite, caolino e tannino di castagno, o ancora zeolite e tannino di castagno.
Bisogna inoltre prestare attenzione a:
- Pulizia della base della pianta;
- Una corretta distanza tra le piante.
Ne ho parlato in questo video:
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Cos’è la poltiglia bordolese
A base di solfato di rame e idrossido di calce, la poltiglia bordolese previene le malattie fungine delle piante.
E’ utilizzata sui pomodori appena trapiantati e protegge dalla peronospora, una malattia che causa macchie necrotiche su foglie e frutti.
La poltiglia bordolese crea una pellicola protettiva che protegge le piante ed evita che il patogeno entrino nei tessuti.
Frequenza dei trattamenti
Per ottenere i migliori risultati, bisogna eseguire il trattamento con la poltiglia bordolese in due momenti: al momento del trapianto e dopo le piogge o ogni 15 giorni.
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Quando è meglio non usare la Poltiglia Bordolese
Le temperature elevate, oltre i 28°C, rendono i prodotti a base rameica dannosi per le piante, causandone la fitotossicità. Inoltre, è sconsigliabile il loro utilizzo su fiori già sbocciati.
Controindicazione
Il rame presente nella poltiglia bordolese, essendo un metallo, tende ad accumularsi nel terreno. Inevitabilmente, questo ciclo si conclude con il ritorno del rame nelle nostre pietanze attraverso i frutti che consumiamo.
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Rimedi naturali e alternativi alla poltiglia bordolese
E’ anche possibile proteggere i pomodori dalla peronospora senza ricorrere alla poltiglia bordolese! Io ho usato: caolino, tannino di castagno e bentonite, e ho ottenuto risultati eccellenti nella prevenzione e nel controllo di questo fastidioso fungo.
Chiunque, senza bisogno di patentino, può utilizzare questi preparati dato che sono ammessi nell’agricoltura biologica.
L’utilizzo contemporaneo dei tre composti è fondamentale per sfruttare al meglio le loro proprietà e ottenere una protezione completa. In particolare, questa combinazione di prodotti offre un’azione preventiva e protettiva contro:
- Malattie fungine: alternaria, ticchiolatura, oidio delle zucchine, peronospora dei pomodori (e di altre Solanacee come melanzane, patate e peperoni).
- Insetti: cimice verde e asiatica, tuta absoluta del pomodoro e afidi.
Certo, contro questi insetti si possono preparare dei macerati efficaci, ma utilizzando questi prodotti la copertura è assicurata, e vi spiego il perché nei prossimi capitoli.
I prodotti nello specifico sono:
Estratto di castagno
Nasce dall’estrazione acquosa del legno di castagno, è un concentrato di sostanze polifenoliche ed è classificato come un corroborante per le piante.
La somministrazione del prodotto può avvenire sia per via radicale che fogliare, ora ci soffermeremo proprio su quest’ultima modalità.
Dopo l’irrorazione sulle piante, eseguita tramite una pompa a batteria o manuale, il prodotto forma sulle foglie e sui frutti una pellicola adesiva dalle seguenti caratteristiche:
- aumenta la resistenza contro funghi e batteri;
- aiuta i tessuti a cicatrizzarsi anche dopo una grandinata;
- Limita la traspirazione in periodi di caldo intenso.
- minimizza la spaccatura dei frutti;
- risulta sgradevole per insetti come le cimici;
L’utilizzo per via radicale favorisce la crescita di microrganismi benefici nella rizosfera, apportando numerosi vantaggi alla salute e alla crescita della pianta.
Per il trattamento fogliare, diluire 3 grammi di tannino di castagno in un litro d’acqua.
L’utilizzo con le polveri di roccia è dove questo prodotto da’ il meglio di sé.
La Bentonite
Le piogge e l’umidità persistente creano un ambiente favorevole allo sviluppo di malattie fungine, come la peronospora e l’oidio.
Per contrastare queste insidie, è fondamentale ridurre l’eccesso di acqua presente sulle foglie delle nostre piante.
Di origine vulcanica, la bentonite si distingue per la sua capacità di assorbire acqua e umidità dalle foglie e dai frutti. La sua composizione, ricca di ossido di silicio, magnesio e alluminio, oltre a microelementi benefici, la rende un prezioso alleato per la salute delle piante.
Vanta un’azione adesiva, e la peculiarità di assorbire acqua e umidità che genera una sorta di gel impermeabile, efficace nel contrastare sia le malattie fungine che gli insetti.
Solitamente la bentonite si miscela in acqua ma, nel nostro caso, la useremo in combinazione con il tannino di castagno e con il caolino.
Dosi per l’impiego della bentonite: 4 grammi/litro
Il Caolino
Il caolino è una roccia sedimentaria formata da argilla di silicato d’alluminio, vanta una vasta gamma di applicazioni. In agricoltura, è largamente utilizzato per combattere la mosca dell’olivo sugli ulivi, ma il suo impiego si estende anche ad altri settori.
In orticoltura viene utilizzato per le seguenti qualità:
- La rete ombreggiante previene le scottature solari di frutti e foglie grazie alla sua capacità di rifrangere fino al 70% della luce.
- crea un film sottile sulle foglie e sui frutti riducendo le radiazioni ultraviolette ed infrarosse ma senza ostacolare i processi vitali;
- Il prodotto, una volta applicato sulla pianta e asciutto, lascia una sottile patina bianca;
- può essere utilizzato non solo sugli olivi, ma anche su qualsiasi tipo di pianta da frutto;
- L’azione meccanica crea una barriera contro le cimici, gli afidi, la tuta absoluta e altri insetti, disorientandoli e ostacolandone il movimento e l’alimentazione.;
- Dal momento che riflette i raggi infrarossi, permette alla pianta di avere temperature inferiori;
- Protegge le piante dalle forti temperature e dagli attacchi di insetti dannosi;
Dosi per l’uso del caolino: 40 grammi/litro.
Caolino, Bentonite e Tannino di castagno si usano insieme!
Per ottenere il massimo da ogni prodotto, è fondamentale combinare i 3 composti e irrorarli sulle piante la sera. Ognuno di essi ha un ruolo specifico, come descritto in precedenza, e solo insieme raggiungono la loro piena efficacia.
Per ottenere risultati ottimali, è consigliabile ripetere il trattamento a distanza di 10 giorni.
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Considerazioni finali
In passato mi affidavo alla poltiglia bordolese, ma da quando ho scoperto questi tre prodotti non li ho più lasciati. La loro efficacia è tale che li utilizzo come primo trattamento non solo sui pomodori, ma su tutte le colture estive.
Vantaggi del tris di prodotti:
- Previene le malattie fungine come la peronospora e l’oidio;
- Protegge le piante dalle cimici;
- Evita la scottatura dei frutti.
Svantaggi rispetto alla poltiglia bordolese:
- E’ poco economico;
- Occorre più tempo per miscelare i prodotti.
Buon lavoro!
